Web marketing

E’ davvero possibile fare soldi con le barre pubblicitarie?

Lavorare da casa
Lavorare da casa

Si sente parlare sempre più spesso della possibilità di lavorare da casa e fare soldi online con il metodo delle barre pubblicitarie, quel sistema per guadagnare soldi mentre si naviga in rete, pay per surfing: vieni pagato in base al tempo a cui vieni esposto alla pubblicità presente in queste barre.

Occorre istallare un software apposito, che una volta avviato visualizza una barra in cui saranno inseritele pubblicità e i link da cliccare.

E’ naturale che il pc deve essere supportato da una connessione per far si che il sistema funzioni.

Dal momento che sono oramai diffusi collegamenti internet flat, bisogna adoperare barre pubblicitarie che richiedano ad intervalli casuali l’inserimento di un codice di controllo, che cambia di volta in volta.

Per i compensi le barre pubblicitarie si basano su un sistema a punti; i punti virtuali ottenuti verranno poi convertiti in soldi. Per ogni minuto di navigazione si ottiene un punto, corrispondente a una o due pubblicità visionate: ogni 1000 punti vengono convertiti in 4 centesimi di dollaro.

Proprio per questo motivo i furbetti sono soliti istallare 3 o 4 pubblicità assieme seppur il risultato finale non subirà grandi miglioramenti, meglio quindi optare per il sistema multi level marketing.

E’ possibile avere referral alti sulla downline, gerarchia dei sottoposti, per un ricavo dell’80% al primo livello, quelli che convinci ad entrare nel sistema, 70% al secondo, fino a giungere al decimo livello per ottenere l’1%.

Per un dowline cospicuo bisogna generare una sorta di effetto a catena nel quale per 10 amici convinti, ognuno ne porterà altri 10, mi spiace per i creduloni ma non si tratta di un sistema realmente realizzabile, un dowline di 10.000 euro al mese corrisponde a 20 miliardi di persone, praticamente impensabile.

Le società a cui fanno capo le barre pubblicitarie si intascano i soldi degli sponsor pagando pochissimo, in quanto coscienti che difficilmente si riuscirà a fare una piramide consistente.

Esistono metodi più efficaci e redditizi per fare soldi su internet.

Le barre pubblicitarie lasciatele perdere!

www.civit.it/lavorare-da-casa/

Web marketing

Fare pubblicità con Facebook ADS

facebook ADS
facebook ADS

Facebook ADS rappresenta un valido strumento per fare pubblicità su facebook, ma è bene sapere che occorre un buon lavoro di web marketing per far si che le campagne funzioni nel tempo. Sconsigliamo pertanto un uso amatoriale ed approssimativo, che potrebbe rivelarsi del tutto controproducente, trasformandosi da potenziale investimento, a generatore di perdite economiche.

Vediamo subito quali sono gli elementi principali da non sottovalutare.

Monitorare il CTR nel tempo, ossia il rapporto tra numero di volte che un annuncio è visto e il numero di volte che viene cliccato; è uno di quegli elementi che acquisisce ancora più importanza che in AdWords.

Il costo per click è direttamente influenzato da quanti click riceve l’annuncio; più è alto il CTR, più l’annuncio verrà visto dal proprio target ad un costo inferiore.

Il CTR è influenzato da più fattori, vediamo quali.

Il tema emotivo dell’annuncio (es: perdere peso); l’immagine e il testo che decidiamo di adottare, che ne delineano la qualità stessa dell’annuncio; il numero di volte che l’annuncio viene mostrato al medesimo target, aspetto strettamente legato alla durata nel tempo della campagna ed alla dimensione del proprio target. Il costo del click si abbassa in corrispondenza di un CTR elevato.

Quando decidiamo che Facebook AdWords potrebbe fare al caso nostro, occorre aver cura nel selezionare il proprio target; usare almeno due temi emotivi differenti (es. Vuoi perdere Peso? / Torna in forma!), in quanto ottimi alleati di possibili balzi in avanti di CTR, breakthrough; ogni tema emotivo dovrebbe contenere immagini diverse, almeno 4, per avere alla fine 2 temi emotivi e 4 annunci in rotazione.

Spesso è possibile fare la differenza anche con piccole frasi!

Altro aspetto da non sottovalutare è il parametro frequenza della campagna; il prezzo della campagna tende ad alzarsi in funzione del tempo. Il CTR cala in coincidenza delle volte in cui l’annuncio verrà visualizzato dal proprio pubblico; è possibile monitorare la situazione mediante l’indicatore frequenza, che indica appunto il numero di volte che la stessa persona visualizza un annuncio.

Più sarà alta la frequenza, più il CTR tenderà a calare, ed è proprio ciò che lamentano gli inserzionisti Facebook, in quanto il prezzo tenderà ad alzarsi nel tempo, in corrispondenza di un graduale calo delle prestazioni.

Per correre ai ripari bisogna ricorrere a quei temi emotivi in grado di attirare l’attenzione di un più ampio pubblico: più sarà grande il pubblico e meno sarà l’effetto saturazione. Altro rimedio è quello di aggiornare le immagini dei propri annunci a periodi regolari. Se le immagini adoperate sono ottimizzate al massimo, usare le “pause di respiro”, ossia fare in modo che la campagna abbia una durata ben definita, sospendendola quando si verificano cali sensibili nelle prestazioni, “risvegliando” così il nostro pubblico all’occorrenza.

Quali sono gli annunci che davvero funzionano su facebook?

Due annunci che riscontrano successo sono quelli di “curiosità” e quelli di “appartenenza”: i primi interrompono il flusso di pensieri dell’utente, ottenendo ottimi CTR, seppur il pubblico è di minor qualità, ma il problema principale è che quel pubblico viene saturato più velocemente.

Come ultimo consiglio vi propongo di sfruttare il più possibile le ultime novità e scoperte; rimanere sempre aggiornati può rappresentare un vantaggio competitivo nei confronti dei propri competitor.

Buon lavoro!